
PESCARA – Gli sversamenti in mare durante il maltempo non passano di certo inosservati, soprattutto alla luce delle grandi chiazze grigiastre che appaiono puntualmente sulle spiagge pescaresi non appena il tempo diventa più clemente e il mare si ritira.
Ora sarà la Procura della Repubblica di Pescara a dover far luce sugli sversamenti dovuti all’apertura dei troppo pieni, al fine di non mandare in tilt il depuratore. Era gia’ successo il 12 maggio scorso, una episodio simile, non reso noto dall’amministrazione comunale e svelato solo quando e’ venuta fuori una lettera segreta con la quale l’impresa Di Vincenzo, che gestisce il depuratore, comunicava al Comune lo sversamento.
“Quando un mese fa abbiamo sollevato interrogativi, il vicesindaco Del Vecchio, al solito, ci rispose spocchioso affermando che l’apertura del troppo pieno non significa sversamento in mare, ma che le ‘acque erano state pretrattate attraverso un sistema di bypass prima di essere reimmesse nel fiume. Una procedura che consente di trattarle in maniera diversa da quella a raggi ultravioletti a cui vengono sottoposte con il passaggio nel depuratore’. Ovviamente non soddisfatti delle risposte stizzite del vicesindaco, abbiamo presentato un esposto alla Procura della Repubblica per chiedere chiarimenti e oggi scopriamo che anche quella era una bugia, esattamente com’e’ accaduto a luglio 2015, e che, come sapevamo, non esiste alcun ‘pretrattamento’ a valle del depuratore, tanto che al ripetersi della stessa identica situazione del 12 maggio, oggi, lo stesso vicesindaco ha annunciato la disposizione del divieti di balneazione”. Lo ha detto Armando Foschi, membro dell’Associazione ‘Pescara – Mi piace’.
“Il 12 maggio scorso – ha ricordato Foschi – il gruppo che gestisce il depuratore di Pescara ha scritto una nota che aveva per oggetto ‘Applicazione della procedura d’emergenza per la gestione delle acque di pioggia’, e in cui si leggeva ‘Si comunica con la seguente che, in data 12 maggio 2016, alle ore 11.50, a seguito di valori di portata addotta all’impianto di depurazione di Pescara superiori ai limiti progettuali previsti nell’autorizzazione allo scarico n.534 del 01/03/2013 e causati da sopravvenuti eventi meteorici, si e’ utilizzato il bypass posto a valle dei pre-trattamenti secondo quanto previsto dall’ILC 33/03 in Vs possesso’. La lettera e’ stata inviata via pec, ossia posta certificata, per competenza alla Provincia di Pescara, dottor Colantoni, Settore Tutela dell’ambiente-Servizio Tutela e valorizzazione dell’ambiente; l’Arta, Dipartimento provinciale di Chieti Settore Chimico ambientale, all’attenzione della dottoressa Mancinelli e dell’ingegner Spatola; all’Aca, indirizzata agli ingegneri Livello e Di Giovanni; e, infine, al sindaco di Pescara”.
E non si è fatta attendere la risposta dell’Amministrazione comunale: “Tavolo di lavoro con la Regione per dividere acque bianche dai reflui e potenziare l’impianto di depurazione”. Lo ha annunciato il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini, alla luce degli ultimi sversamenti. “Credo sia sempre utile partire dalla conoscenza delle norme in materia. Il Decreto Legislativo n.152 del 2006 ‘Norme in materia ambientale’ e le conseguenti disposizioni regionali – ovvero, la Delibera di Giunta 443/2013 contenente le Linee guida per l’approvazione dei progetti dei depuratori, nonche’ il Piano di Tutela delle Acque di cui alla Delibera di Consiglio regionale n. 51/9 del 21 dicembre 2013 – consentono in caso di pioggia superiore, superiore da 2/4 volte la normale portata – spiega il sindaco – che si possa procedere come ha fatto l’Aca, comunicandoci gli sfiori. E’ ovvio che questa attivita’ debba trovare una migliore soluzione”.
“Purtroppo – osserva Alessandrini – non esistono risposte semplici a problemi cosi’ complessi, soprattutto quando i problemi si sono incancreniti fino a questo punto per assenza di iniziative concrete fino ad oggi. Noi siamo sul fronte ogni giorno, reprimendo abusi, progettando secondo le buone pratiche ed esponendoci, malgrado siamo interpreti di azioni mai svolte prima, alle legittime aspettative della gente. Per dare una risposta significativa al problema occorre avere in mente un disegno strategico. Non lo penso da oggi, tant’e’ che sin dall’inizio dell’anno ho chiesto formalmente alla Regione di trovare una soluzioni in riferimento a due necessita’ urgentissime per la nostra citta’: in primo luogo la separazione delle acque bianche dalle acque nere, visto che ad oggi le acque piovane e di fogna sono canalizzate nella stessa conduttura. Come in ogni azione strutturale non c’e’ una bacchetta magica, ma occorre definire un progetto organico e poi procedere per stralci, cosi’ come sta accadendo per i Comuni della costa teramana che hanno uno strumento pianificatorio simile e gia’ operativo. Il secondo obiettivo e’ il depuratore. Per il funzionamento ordinario quello di Pescara e’ uno dei pochi in perfetta regola; abbiamo pero’ tutti la consapevolezza della necessita’ che esista un depuratore adeguato ad affrontare le situazioni di maggiore afflusso di acqua, come in questi casi. Anche per questa fattispecie abbiamo da tempo chiesto alla Regione usuale e fattiva collaborazione, tant’e’ che alcune risposte appaiono inserite gia’ nel Masterplan”.
“Sui tempi e le possibilita’ di risposta a questi due fronti – fa quindi sapere il sindaco – abbiamo aperto un tavolo di lavoro con la Regione e siamo certi, vista l’impellenza di restituire fiducia alla comunita’ e alla citta’ un pezzo della sua identita’ storica, che non manchera’ come sempre in passato, attenzione e operativita’ in tal senso”.








